Sostegno all'ospedale di Wau

Dove si realizza

L’Ospedale S. Daniel Comboni è situato a Wau, sede della diocesi e capitale dello Stato omonimo, in Sud Sudan. È una Istituzione importante per la regione, appartenente alla Diocesi e diretto dalle Suore Missionarie Comboniane, con l’aiuto sin dall’inizio di altre religiose. Come Missionarie Comboniane siamo presenti con due sorelle Medico, una sorella in amministrazione come CEO e due sorelle infermiere, di cui una assolve la funzione di matron. A questo staff religioso va aggiunto il personale laico locale.

Alcuni volontari offrono il loro aiuto saltuariamente e a titolo individuale, perché l’instabilità e l’insicurezza nel paese rendono difficile l’esercizio di un volontariato per tempi lunghi. Confidiamo sempre in un miglioramento della sicurezza e nella possibilità di collaborazione con altri volontari e specialisti, almeno per missioni particolari. Un team di specialisti ginecologi Australiani è venuto due volte per una “campagna” di riparazione di Fistole Vescico Vaginali, della durata di una settimana. Questa condizione è molto diffusa, specialmente nei villaggi più distanti ed è molto invalidante per molte donne giovani che hanno avuto difficoltà a partorire e spesso sono emarginate ed abbandonate proprio per questa loro condizione. Gli interventi fatti ridanno loro speranza e dignità.

Serviamo una media annuale di 60.000 ammalati nella sezione ambulatoriale e più di 7.000 ammessi nei servizi di ospedalizzazione. A questi vanno aggiunti i contatti per la prevenzione, particolarmente le visite prenatali (ANC), e le vaccinazioni. La nostra priorità sono le mamme e i bambini così che diamo particolare attenzione alla clinica prenatale, la maternità e la pediatria, specialmente per quanto concerne i bimbi sotto i 5 anni. Assicuriamo per 24 ore la presenza in questi reparti e accessibilità ai cesarei di emergenza, mentre gli altri interventi sono eseguiti durante i giorni lavorativi e solamente di giorno.

Collaboriamo con il Ministero della Sanità locale e in particolare con l’Ospedale governativo di Wau e altri Ospedali e Dispensari della Regione, che molto spesso ci riferiscono pazienti che non riescono a servire per mancanza di personale qualificato o di materiale/medicine, o per altri motivi di malfunzionamento. Crediamo nella formazione continua del nostro personale per raggiungere una professionalità adeguata e una appropriata attitudine verso i pazienti, per questo organizziamo corsi interni per le diverse categorie di personale e cerchiamo di inviare annualmente qualcuno per corsi specifici di specializzazione. Attualmente sono in formazione la nostra sorella Joana Carneiro, per la specialità in medicina interna, e 2 infermieri per ecografia. Anche se è ancora difficile trovare staff formato in Sud Sudan in numero sufficiente, siamo tuttavia riusciti a diminuire il numero di infermieri e ostetriche/i e tecnici di laboratorio dai paesi vicini, che ora si limita al solo personale religioso. È stato un cammino lungo, ma ne siamo orgogliosi, perché significa che la nostra presenza e la collaborazione con la scuola di Infermieri e ostetrici (CHTI) ha portato frutti buoni.

Continuiamo a sponsorizzare ogni anno dei giovani (uomini e donne) per studiare nel CHTI in modo da costruire un corpo infermieristico nostro. Questo non senza difficoltà e sfide, la prima delle quali è la ritenzione di questo personale rispetto alle ONG, che pagano salari in dollari americani anche ai locali.  L’Ospedale è anche il principale luogo di formazione pratica per gli studenti infermieri e ostetrici del CHTI.  Continua la riorganizzazione del dipartimento Amministrativo, guidato da una Suora Comboniana a partire dal 2019, che sta dventando una struttura chiara e ben definita, affidando al personale locale di questo settore tutto quello che loro compete e che possono assumere, senza mettere in pericolo i beni dell’Ospedale o loro stessi, a causa delle forti pressioni che essi ricevono dalle famiglie e dal clan, specialmente in una situazione tuttora conflittuale.

Dal 2016 acquistiamo quasi tutti i farmaci e gran parte del materiale a Juba, da alcune Compagnie Farmaceutiche che si sono rivelate abbastanza affidabili e che importano principalmente dal Kenya. Questo ci ha facilitato molte cose e ci fa risparmiare in termini di tempo, di burocrazia e di denaro, ma restano ancora molto alti i costi del trasporto Juba-Wau, che per ragioni di sicurezza e di conservazione va fatto principalmente in aereo. Inoltre alcune forniture di materiale speciale e ricambi di macchinari vanno richieste fuori dal paese e per lo più in Italia.

Nel corso del 2022 abbiamo installato un nuovo impianto a pannelli solari, molto più potente del precedente, che ci permette di far funzionare tutto l’Ospedale, giorno e notte, con un minimo intervento del generatore in caso di consumo energetico troppo forte, come avviene quando fossero in funzione contemporaneamente tutte le macchine per l’ossigeno e le incubatrici per i prematuri.

 

Descrizione del progetto

La svalutazione delle moneta locale continua a peggiorare e ha toccato punte altissime negli ultimi mesi del 2024 con costante aumento dei prezzi di tutti i generi di prima necessità compresi i farmaci. Già prima parecchie famiglie non potevano sostenere la sia pur minima spesa che chiediamo come contributo (qui, come in gran parte dell’Africa non esiste una mutua), ora sono molti di più coloro per i quali una spesa sanitaria è insostenibile. Non volendo rifiutare a nessuno l’opportunità di cura perché povero, e desiderando anzi venire incontro a tutti, con l’aiuto della Provvidenza, abbiamo mantenuto molto bassi i prezzi delle prestazioni, sia per gli ammalati esterni che per le ospedalizzazioni ed operazioni chirurgiche. Questo comporta però la necessità di trovare nuovi finanziamenti perché non riusciamo più con le nostre entrate locali a coprire le spese correnti. 

Il presente progetto intende sovvenzionare l’acquisto di medicine e materiale sanitario consumabile per un anno, e contribuire alle spese di manutenzione ordinaria, spese che non possono essere coperte in toto dal contributo richiesto ai pazienti. 
 

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